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Femminilità

Io ho l’alopecia. Questa ormai è una realtà. Che tutto sommato ad oggi posso dire di vivere piuttosto serenamente tra l’altro. E tutte le questioni che mi hanno portato ad avere da sempre problemi con i capelli ormai sono nel passato. E non hanno quasi più nulla a che fare con il presente (se non nelle loro conseguenze, appunto). Ma soprattutto c’entrano poco, pochissimo con il futuro. Ed io non me ne ero ancora resa conto. Le chiacchiere su quanto conti per me accettarmi per quella che sono, seppur importanti, davvero c’entrano poco con una necessità, che è a questo punto un dato di fatto esattamente come l’alopecia con cui convivo e conviverò fino alla fine dei miei giorni: desidero sentirmi bella.

E non solo perché lo sono dentro e non c’entra affatto che io mi senta e sia bella a prescindere dal copricapo che indosso, che io sia considerata una bella ragazza.

Tutto questo è partito dalle parole che ha detto il mio tricologo, che non solo è un professionista fantastico e una persona molto divertente, che ama la vita e che comprende i suoi pazienti, ma è anche un uomo e ad una bella donna come me ha giustamente fatto notare che con un “impianto” (ndr sistema di infoltimento non chirurgico) come quelli ultramoderni che ci sono adesso cambierebbe la vita.

Ed ha ragione, molto più di quanto lui si renda conto forse. La femminilità per me ha fatto a meno dei capelli (almeno nella mia percezione di me stessa) praticamente da sempre. E sempre vuol dire aver perduto qualsiasi abitudine a considerare questo elemento del mio aspetto come consueto, se non in senso negativo o difensivo. Anzi, un elemento di vera e propria selezione naturale rispetto ai rapporti con gli altri, perché se ti senti diversa, gli altri ti percepiscono come tale e se stai sulla difensiva solo i più empatici e interessati verranno a bussare alle porte del castello, perché solo quelli che imparano a volerti bene poi potranno varcare il ponte levatoio! Nella realtà dei rapporti – che siano d’amicizia o d’amore – un vantaggio mica da poco nonostante tutto…

E così torniamo al presente. Dove c’era un castello arroccato, ora si trova una casa accogliente e una veranda con vista. E allora cosa manca? Mi rendo conto, lasciando risuonare le parole del mio medico, che manca di levare i chiavistelli a serratura dalle porte… che manca solo, fuori di metafora, di provare il brivido del rischio della normalità. Per essere – prima che io diventi troppo vecchia per godermela, per creare una nuova abitudine, quella che non ho mai avuto prima in verità – quotidianamente quella bella donna, semplicemente esteticamente parlando, che potrei essere nella realtà e non solo nella mia percezione interiore.

E non è questione di finzione o di originalità, ma di uno scambio: accogliere un filtro fisico esterno a me stessa per abbandonare definitivamente quello interiore difensivo, che era insicuro, che era esitante, che era impaurito… addomesticato per pura abitudine! La forza della sopravvivenza può lasciare il posto a godersi un po’ la vita e a dare spazio, anzi no – per rendere meglio – a dare forma, una forma normale dopo tanto tempo, esteticamente parlando, alla mia femminilità.

L’ultimo pezzo del puzzle, quello finale, in superficie che apre, sul serio, a nuove e imprevedibili avventure.

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I love London

I really like to visit London. Once in a while I take the chance to go there. Not only because two years ago I wanted to pay my tribute to the terrific Phil Collins during his last Not Dead Yet Tour concert, but also because I have so many Italian friends, now true Londoners, that I want to catch up with somehow. It’s a terrific city and a challenging one, indeed. Alway changing its skyline, wanting to reach the future ahead, finding new ways throught fashion, food, architecture, culture, arts. I love its curiosity but I can’t stand this linearity… In this way it’s disrespectful about the past. There is something truly sad about this London’s way of demolish all the older buildings in order to have so many skyscrapers instead. Some of them – I admit – are greatly beautiful and elegant, but why always choose not to refurbish? It would let the past going throught the present with all its meaning… is it not that fashinating?

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La Bellezza di essere umani

L’emozione ci abita,

il sentimento ci guida.

(Palopoli, 6 settembre 2018)


La vera forza

Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre.

Dammi Signore, un anima che abbia occhi per la bellezza e la purezza, che non si lasci impaurire dal peccato e che sappia raddrizzare le situazioni. Dammi un anima che non conosca noie, fastidi, mormorazioni, sospiri, lamenti. Non permettere che mi preoccupi eccessivamente di quella cosa invadente che chiamo ‘io’.

Dammi il dono di saper ridere di una facezia, di saper cavare qualche gioia dalla vita e anche di farne partecipi gli altri. Signore dammi il dono dell’umorismo.

(Tommaso Moro 1587: Preghiere della Torre)

La mia filosofia di vita e il cuore della mia preghiera a Dio in queste stupende parole di Thomas More.


Far Durare l’Amore

Per far durare l’amore bisogna seguire il consiglio delle tre “D”: Dio, Dialogo, Dettagli.

Dio: se una coppia che prega unita, resta unita. Poiché la dove è il tuo cuore lì sarà il tuo tesoro.

Dialogo: maggiore sarà l’armonia spirituale, maggiore sarà l’armonia matrimoniale. Il nostro amore è maturo? C’è armonia nella nostra relazione oppure sono frequenti attriti e discussioni? Perché? I nostri interessi e ideali si integrano in maniera armoniosa oppure sono causa permanente di discordia?

Dettagli: l’amore non può mai essere inattivo. Ogni ricordo è un alimento dell’amore. Un ricordo porta allegria, ma un dettaglio aumenta l’amore. L’amore è un fuoco che va mantenuto vivo. Seneca ha detto che “se vuoi essere amato, ama”.

(Da un articolo su Aleteia)


Una risata ti salva la vita!

Sorgente: Una risata ti salva la vita!


Allenarsi alla felicità

È un esercizio di psicologia positiva ideato da Martin Seligman per aiutare chi desidera costruire la propria felicità praticamente ad entrare in un più positivo state of mind. Per contrastare la tendenza -innata oserei dire- a focalizzare i nostri pensieri sopratutto sulle cose che non vanno e sui problemi. Ah, l’antica arte della lamentela!! XD

Tuttavia questo ci indebolisce e come si erano accorti molti Santi prima di me e del dott. Selingman la pratica della Lode e la familiarità con la gratitudine ha invece molti benefici e meno effetti collaterali sulle nostre energie psichiche e di conseguenza a lungo andare fisiche. Insomma la motivazione, proprio come insegna il coaching, è tutto.

L’esercizio consiste nel dedicare i 5 minuti prima di andare a dormire nello scrivere, blu su bianco, 3 COSE BUONE che mi sono accadute e il MOTIVO per cui le ho scelte, con estrema semplicità.

Inizio con oggi, sabato 26 agosto:

1. Avere la macchina per andare a fare la spesa.

Perché non è scontato che io abbia un auto a disposizione visto che la mia ormai è da rottamare, quindi sono potuta andare all’ultimo momento al supermercato e non mi sono dovuta incollare la pesante busta a piedi.

Ti ringrazio mamma per avermi lasciato in prestito la tua macchina per 2 giorni.

2. Aver deciso di iscrivermi ad un concorso canoro.

Perché ho superato i dubbi e la paura anche di essere scartata alle selezioni.

Grazie a Daniela e Francesca per le loro considerazioni sulla mia performance, nel complesso positive. E grazie a me stessa per aver creduto in una passione, soprattutto di averlo fatto per gioco.

3. Oggi è stato ancora un giorno di ferie.

Perché ho potuto prendermi cura delle mie cose da sistemare e della casa e perché ho potutto prendermela con quella calma lentezza quasi pigra in un tempo che non ho sempre a disposizione.

Grazie Signore per il dono del riposo.


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