Archivi categoria: Poetessa

Fatica

Cade un goccia

La superficie s’increspa.

Riverberi infiniti, senza tregua

Poi di nuovo appare il riflesso

Lucido, imperturbato della realtà.

Capovolta.

                                 Poi

                                                                 Di nuovo

                                                                                                     Cade.

(G.P.)

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Innamorati

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia…
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

(Pablo Neruda)

Buona festa degli innamorati a tutti quelli che scelgono di amare così, non perché hanno bisogno dell’altro per non sentirsi soli, ma perché nella gioia e nella fatica scelgono di volersi mettere in gioco alla pari.

Ti amo Ivano.

Vaso con crepe d'oro


L’attesa

Basta poco perché cose che prima non erano un problema il giorno dopo lo diventino. La pretesa di dimostrarsi più forti di ciò che ci capita e la paura che scaturisce dalla sensazione di non riuscire a difendersi altrimenti completano l’opera.

Oggi io respiro e aspetto. Piango un po’, ma cerco di non fuggire. E osservo con fiducia, duellando con i pensieri, il mio cuore che attende. E respira. E crede.

La tentazione di voltare lo sguardo, di nascondersi in un cantuccio al sicuro è forte. Sapevo che non poteva essere oro tutto quel che luccicava, ma non cederò alle lusinghe della recriminazione né della commiserazione. Sono lì dove volevo essere, la strada è stata lunga e non è ancora finita, l’orizzonte mi guarda con la sua infinitudine e mi ricorda la volontà con la quale mi sono incamminata.

Il giorno lascia il posto alla notte e la notte a sua volta finisce in un nuovo giorno. Ed io non so. Muoverò alla fine un passo. In quale direzione? Ancora non so. Nel frattempo sto. Respirando.

Questo quello che so: piccoli passi possibili, senza fretta, senza paura. Anche se camminerò da sola.

ultimo abbraccio


Equilibrismi

Un blog è in fondo come il diario segreto di quando eravamo bambine,

anche se questo virtuale nella realtà tanto segreto non è…

Ma non era forse segretamente la nostra speranza da bambine

che ci fosse nel futuro qualcun’altro a leggere in segreto quei pensieri

messi nero su bianco, proprio perché potessero avere dei lettori?

(G.P.)

Bandita dal mio (e dal vostro, mi auguro) vocabolario la sindrome di Calimero (“perchè sono piccolo e nero…” per intenderci) e da ogni mia intenzione qualsivoglia forma di autocommiserazione, in questo giorno tanto fausto desidero condividere – nero su bianco –  un pensiero semplice di un sentimento attuale.

Quest’anno per la prima volta da che mi ricordi ho sentito di non avere di che festeggiare (non certo per il compleanno in sé, per carità non sono davvero il tipo che si deprime perché compie gli anni). Al punto che ho pensato di annullare ogni forma di festeggiamento, e mi sono fermata un attimo a fare placare l’agitazione. Chiudere gli occhi. Piangere un pò e poi fare un bel respiro.

Quella parte bambina di me ha sbattuto i piedi e messo il muso. Voleva l’attenzione che io non gli stavo dando, e l’ha ottenuta a modo suo. “Cosa vuoi festeggiare?” mi ha chiesto con aria impertinente. “Non la guarigione che ti aspettavi di alcune ferite. Non il coraggio che desideravi di affrontare quelle paure. Non la risoluzione di quei conflitti su cui hai lavorato tanto.”

Niente di tutti questo, non oggi.

Non ancora, però.

Ah, che brutto carattere ha l’impazienza…

Eh, che benedizione non poter rinunciare mai al bicchiere mezzo pieno!

C’è qualcosa che posso e desidero festeggiare: coloro che con affetto mi hanno fatto gli auguri, le persone che Dio mi ha messo accanto, coloro che che ci sono stati, ci sono e ci saranno nella gioia quando c’è da far festa – ed è giusto e bello farlo – e quando spirano venti di tempesta a prendermi per mano (o a schiaffi all’occorrenza) e insieme trovare una via d’uscita o ridere insieme delle proprie disgrazie…

Il mio personalissimo augurio per questo compleanno è quindi che io non smetta mai di imparare dall’affetto dei miei amici – così come mi ha giustamente rimproverato uno di loro – a volermi bene anche così come sono.

Thank for all the fish, Giulia


Come Amleto

Con te, o senza di te.

Questo è il dilemma.


Pucciosamente

YouTube – Giorgia – Parlami D’amore

Dedicato a te,
che mi ha preso per mano
che mi hai conquistata contro ogni previsione
che mi guardi con tanta dolcezza
che mi rendi felice e inquieta allo stesso tempo
che non capisci quando voglio giocare
che adoro abbracciare e riempire di baci
Dedicato a te, colui al quale il mio cuore parla anche in silenzio.

Buon mesiversario, con amore.

“Gli innamorati con piccoli voli
galleggiano un metro più in sù
e della vita si mangiano il miele
e a noi non ne lasciano più.”
(Umberto Tozzi, Gli innamorati)

Lettera, poesia

 

Ho bisogno di te.
Ho bisogno di sentirmi amata
perchè che mi ami lo so, ma sei sicuro di avermelo fatto capire?
Ho bisogno di essere rassicurata.
Ho bisogno di conferme
su chi sono io e su chi sei tu, per non confondere la mia strada.
Ho bisogno di una tua parola.
Ho bisogno di sbagliare
perchè possa trovarti accanto a me, che ci siano lacrime o sorrisi fra noi.
Ho bisogno di essere ascoltata.
Ho bisogno di vederti ridere
perchè la tua serenità è inevitabilmente parte della mia.
Ho bisogno di sentirti dire “mi dispiace”.
Ho bisogno di te, papà.


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