E nel mio piccolo?

Stasera ho visto una trasmissione su Raiuno, di stampo giornalistico, d’inchiesta. Brevi servizi su situazioni di disagio o fuori dagli schemi, filmate in giro per questa nostra Italia, in zone di mare, da nord a sud… Ben realizzata perchè ha raggiunto lo scopo principe del sano giornalismo, non mi ha solo “informato”, mi ha fatto riflettere.
Spesso penso alla beneficenza che potrei fare se vincessi i 100 mila euro del superenalotto, ma stasera mi sono chiesta, forse come fosse la scoperta dell’acqua calda: e nel mio piccolo invece cosa avrei già potuto fare? Anche senza i troppi soldi di una vincita miliardaria, senza le telecamere della tv e senza i mezzi potenti di chissachì… ma solo con le mie mani e le possibilità date dalla mia fantasiosa iniziativa o dall’adesione a iniziative già in corso d’opera.
E’ il mio tempo la vera ricchezza. Decidere di spendere una parte del mio tempo anche per questo genere di cose. Davvero un pensiero riposto in sordina… Eppure di entusiasmo ne avrei da vendere (chi mi conosce lo sa ^_^).

Tra le iniziative già rodate e più realistiche c’è quella di rendere il mondo un posto meno sporco, andando in giro per le spiagge d’Italia assieme ai volontari di Legambiente, per pulirle dalla mondezza che individui incivili – quindi ahimè un pò tutti direi – rendono luride. E non solo quelle molti italiani (mi spiace ma no, gli stranieri proprio no in questo caso, sono davvero pochi altri popoli che hanno così poca considerazione della cura dell’ambiente che ci circonda, urbano e rurale che sia!). Io davvero questa cosa non la capisco, ma la verità è che dev’essere un difetto culturale e di conseguenza davvero duro ad estirparsi, cioè perchè gli italiani considerino in maniera così assurda ciò che è definibile come “pubblico”… Un bene pubblico, dall’etimologia della parola che è latina vuol dire “che appartiene a tutto il popolo”,  di TUTTI: quindi di cui tutti dovrebbero curarsi. NON invece come facciamo noi italiani “di NESSUNO”, per cui tutti possono sentirsi autorizzarti a fregarsene, a fare il bello e il cattivo tempo con quei beni o ancora peggio a pensare “Beh se è MIO allora ne faccio quello che mi pare!”
No, caro il mio cafoncello, hai scordato una parolina: è ANCHE tuo, quindi devi rispettarlo perchè non sei l’unico che ne usufruisce!!

Di fronte ad una mentalità del genere non mi stupisce che siamo, tra le altre cose, al primo posto fra i turisti che negli alberghi si riportano a casa anche i portaceneri degli stessi (oltre a shampoo, saponette, addirittura qualcuno gli asciugamani se sono belli…) – cose che non ci appartengono in alcun modo, faccio notare – perchè crediamo che il solo fatto di aver pagato per quella stanza e che quegli oggetti sono a nostra disposizione – in verità per un tempo limitato – ci autorizza ad appropriarcene in maniera indebita e irrispettosa.

Cmq da domani raccolta differenziata. Lo so, una goccia nel mare di questi tempi di scandali della mondezza… ma il mare è pur sempre, anche per quanto “inquinate”, fatto di gocce! ^_^

 

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Always happy, jaunty, friendly, good, idealist, tenderhearted; sometimes lazy, careless, stubborn, impazient, a little goofy; most often I used to be pragmatic, sympathetic, tricky, trustful... In conclusion, messy with style ^_^ Vedi tutti gli articoli di Lyra

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